FILMOGRAFIA

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2016

OGGI INSIEME, DOMANI ANCHE (lm partecipato

Dopo il precedente Il pranzo di Natale, la regista ha voluto indagare il tema dell’amore attraverso frammenti di materiali diversi – documentari, inchieste, animazioni, immagini di attualità, filmini di famiglia e di repertorio – nel tentativo di comporre un ritratto che rispecchi l’Italia e i suoi cambiamenti[1]. A quarant’anni dal referendum sul divorzio e all’indomani dell’approvazione della legge sulle unioni civili, Oggi insieme, domani anche si confronta con lo sfaldamento dell’idea di matrimonio e di famiglia tradizionale, con la crisi umana ed economica, la disoccupazione, l’immigrazione e la difficoltà di confrontarsi con culture diverse, il cambiamento dei costumi sessuali, la rivoluzione bio-tecnologica.

2014

COME IL VENTO (lm)

Ispirato ad una storia vera, COME IL VENTO racconta 15 anni di vita di Armida Miserere, una donna che con determinazione e grinta, ma anche sofferenza personale, è stata una delle prime donne a diventare governatore della prigione. Armida Miserere, dopo aver subito la perdita della sua amata, si è trovata in prima linea nella lotta contro il crimine, governando la prigione più pericolosa d’Italia, pur lottando per trovare la verità e ottenere giustizia. Il film è concepito come un lungo flashback che mette in evidenza i momenti più importanti della sua vita nel tentativo di svelare il suo mistero.

2012

PRIMA DI TUTTO (docu-fiction)

Il racconto di due padri e due figli ovvero la storia di una coppia gay che ha realizzato il sogno di avere dei figli grazie alla solidarietà di altre famiglie. Il documentario esplora le nuove “parentele” che si formano tra le famiglie create con la gestazione per altri, con la mamma-pancia (ovvero la portatrice, colei che li ha tenuti in grembo) e la mamma-uovo (la donatrice, colei che ha donato gli ovuli) e documenta l’affetto e l’accoglienza che si crea intorno ai due bambini, al di là degli schemi tradizionali.

2009

IL COLORE DELLE PAROLE (doc)

Teodoro, da trenta anni in Italia, è poeta e mediatore culturale, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Questi i protagonisti de Il Colore delle parole. Tutti vivono e lavorano in Italia da oltre trenta anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all’integrazione perché “migrare non è un reato!” – come dice uno dei protagonisti.
L’Italia tra passato e presente, tra integrazione, razzismo, multiculturalità e senso di auto-rappresentazione delle seconde generazioni – le così dette G2 – che non sanno a quale radice appartenere o preferiscono non definirla. Questo e non solo è Il Colore delle parole.
Tanti i momenti ricordati come l’omicidio, nel 1989, a Villa Literno, di Jerry Maslo – Il predicatore battista sud-africano che raccoglieva pomodori per una paga da fame, ucciso perché difendeva i più deboli. L’Italia si scuote: è il 1990 e arriva la legge Martelli poi la Turco Napoletano e nel 2002 la Bossi Fini. Quest’anno il pacchetto sicurezza.

2007

RIPARO (lm)

Il film racconta la storia di due donne legate da un rapporto sentimentale che di ritorno da un viaggio in Tunisia, accolgono in casa Anis, un immigrato clandestino che si era nascosto nella loro automobile per superare la frontiera.
Superata l’iniziale diffidenza reciproca, Anna (Maria De Medeiros), Mara (Antonia Liskova) e Anis (l’esordiente Mounir Ouadi) riescono a trovare un equilibrio, ma le differenze culturali che li dividono e l’improvviso innamoramento del ragazzo per Mara determineranno una rottura. “Splendido film, genuino e stimolante cibo per la mente e per il cuore. Questo film ci ha sorpreso positivamente per diversi motivi. Prima di tutto per le coraggiose tematiche che affronta, quasi una novità nel cinema italiano. Poi per il modo con cui queste problematiche sono perfettamente inserite in un contesto ambientale e sociale molto preciso ed emblematico di tanta provincia italiana. Un’opera che ci ricorda la grande abilità di Fassbinder nel mescolare temi politici e sociali con le problematiche sessuali e sentimentali dei protagonisti.” (Davide Oberto)

2006

100 ANNI DELLA NOSTRA STORIA (doc)

Cento anni di storia del più grande sindacato italiano raccontati attraverso le testimonianze di trenta cittadini e militanti della Cgil, dall’ultraottantenne ex partigiano comunista alla ragazza di vent’anni che lavora in un call-center. La Cgil vista e vissuta dal suo popolo. E’ uno spartito a due voci, il documentario “100 anni della nostra storia” realizzato da Gianfranco Pannone e Marco S. Puccioni per il Centenario della Cgil. Non perché gli autori siano due. Ma proprio per l’impostazione del film, che alterna la storia con la S maiuscola, rappresentata dai documentari istituzionali della sinistra storica e dai cinegiornali filogovernativi, alle testimonianze di persone che quei fatti in bianco e nero li hanno vissuti nei colori della propria vita.
Sono almeno trenta, infatti, le interviste: fatte a giovani e anziani, a militanti della base, tra la Puglia, il Lazio, il Veneto, il Friuli e il Piemonte.
Un viaggio nella storia. Ma un viaggio rigorosamente “dal basso”, come dimostra, quasi programmaticamente, l’intervista che apre il film: affidata alla voce e al viso sempre emozionanti di Vittorio Foa.

2004

CORPO IMMAGINE (cm)

Lara, una nota fotografa, sta preparando una serie di scatti per una mostra. È insoddisfatta del suo lavoro finché incontra Walter. Lara lo sottopone a foto sempre più intime fino ad innamorarsi di lui. All’apertura dell’esposizione, Lara mostrerà il segreto che aveva tenuto per sé.

2003

LA FORTEZZA VISTA DA BASSO (doc)

La Fortezza Vista da Basso” è un documentario su “movimento dei movimenti” durante i giorni del primo Social Forum Europeo tenutosi a Firenze nel novembre 2002. La complessità del movimento alla vigilia
di un nuovo conflitto sociale è affrontato attraverso lo sguardo di tre partecipanti, Paco, un Andaluso che vive nei Paesi Baschi e collabora con Indymedia, Marina, operatrice in un call center impegnata da molti anni in varie lotte politiche, Raffaele, un medico che esercita presso un ambulatorio per immigrati illegali a Napoli, intervengono anche Giulio un operatore televisivo freelance (un canale satellitare era stato creato appositamente dal movimento durante i giorni del Social Forum), Marzia e Abu, un immigrato della Costa d’Avorio.
Ciascuno esprime a modo proprio una visione politica e un approccio al movimento che non può essere inquadrato in un’unica dichiarazione, che fonda la propria anima nelle associazione di gente comune e individui piuttosto che nei suoi leader e che finalmente sembra affermare un nuovo approccio politico alle principali questioni del mondo contemporaneo.
Un milione di persone hanno marciato per strada senza incidenti (diversamente da Genova nel 2001) contro la guerra in Iraq, ma la repressione politica e militare è sempre dietro l’angolo.

2002

QUELLO CHE CERCHI (lm)

Impero è un piccolo investigatore privato, malato di melanconia, stanco di osservare continuamente la vita degli altri. Un giorno viene incaricato da Rosa, compagna di Francesco un suo amico di vent’anni prima che ha cambiato sesso, di seguire e proteggere suo figlio Davide.
Adolescente ribelle, vegetariano impegnato nel sociale, vive nelle fabbriche abbandonate nella periferia di Torino. Davide e i suoi amici compiono provocazioni contro i simboli del capitalismo globalizzato e arrogante. Una notte durante un attacco ad un laboratorio di biotecnologie Davide colpisce una guardia e Impero lascia il suo ruolo di osservatore passivo e aiuta il ragazzo a scappare. Davide non vuole essere protetto ed è solo tramite Rosa che abbandona la sua diffidenza. Durante il viaggio da Torino a Napoli, la fuga dalla polizia si trasforma nell’inseguimento di una donna inafferrabile, cercata da entrambi per motivi diversi.
Un uomo intorpidito che non ha generato figli e un ragazzo, irregolare, moralmente integro, ma senza padre, cercano e scoprono nell’altro una nuova sicurezza emotiva.

2002

Palestina: Tuttigiorni! (doc)

 “Tuttigiorni” documenta la vita quotidiana dei territori occupati palestinesi della Cisgiordania e della striscia di Gaza. Oltre agli eventi tragici che insanguinano la vita degli israeliani e dei palestinesi e con triste frequenza vengono riportati dai media, esiste una vita fatta di difficoltà e sofferenze che riguarda la vita “normale” del popolo palestinese. Nei territori occupati attività quotidiane per ogni popolo della terra come andare a scuola o a lavoro, curarsi, abitare in delle case decenti, avere accesso all’acqua, proteggere i propri figli, avere una vita sociale e di relazione, sono diventate imprese faticose e spesso impossibili. La promessa di Oslo di avere uno stato indipendente e sovrano capace di assicurare al proprio popolo le elementari condizioni di sopravvienza sembra oggi un miraggio lontano.
La frustrazione e la sofferenza che ne deriva, le sue cause storiche e possibili soluzioni vengono raccontate e analizzate e discusse da gente comune, scrittori, insegnanti, parlamentari e pacifisti di entrambi i popoli

LA DIVINA COMMEDIA SECONDO LA FURA DELS BAUS (cm)

Il grandioso spettacolo ispirato al capolavoro di Dante portato in piazza Pitti in giugno a Firenze, diventa un racconto astratto e suggestivo racconto per immagini in cui confluiscono modernità e medioevo.

1998

SELL YOUR BODY, NOW!

Linda vive a New York. Incuriosita dall’infinità di messaggi pubblicitari sparsi per la città, un giorno rimane particolarmente colpita da un’insegna che dice “Sell your body, now!”. Entra in uno scantinato dove una donna dai modi gentili le propone di vendere il suo corpo per un’ora, durante la quale potrà capitarle qualsiasi cosa. Linda accetta. Nuda, in una stanza vuota, riceve un cliente che, “dopo averla ispezionata”, la scarta e se ne va. Quando l’ora è terminata Linda si sente divisa: una parte di lei vuole fuggire via, un’altra decide di restare.

Sell your body, now! è un film sul dolore possibile, quello nell’ombra e che non vogliamo, ma che desideriamo vedere” (M. Puccioni).

1997

PARTIGIANI (doc)

“25 aprile 1995, cinquant’anni dalla Liberazione, Guido Chiesa e Davide Ferrario iniziano a Correggio, provincia di Reggio Emilia, l’avventura di Materiale resistente: rock e partigiani, giovani e anziani, un minimo comune denominatore chiamato ‘resistenza’. Sei mesi dopo, alla prima del film a Correggio, la platea è per metà composta da partigiani. Assistono ammutoliti, poi esprimono un desiderio per nulla narcisistico: ‘1a prossima volta fate un film su di noi’. Guido e Davide sanno che ‘gli tocca’. È l’inizio di un rapporto intenso, problematico, a tratti polemico tra partigiani e filmmaker (a cui si aggiungono man mano Daniele Vicari, Antonio Leotti e Marco Puccioni), che solo incidentalmente verte sul film e le sue necessità specifiche. La vera questione è un’altra che cos’è la memoria? A che ‘serve’? Dove finisce l’analisi storica e inizia la retorica? Che ne sarà dell’identità e del mito dei partigiani ora che il loro tempo si avvia alla fine? Domande pesanti, ambiziose, che accompagnano le lunghe ricerche che precedono la realizzazione del film, nonché il dibattito stesso tra i filmmaker, per nulla unanimi nell’approccio alla materia. Partigiani è infine proprio questo: l’esito di un confronto, per forza di cose frammentario e ‘aperto’, che ha coinvolto cineasti e ricercatori, partigiani e loro familiari, fino a comprendere l’intera Correggio e la storia di questi cinquantadue anni di post-Resistenza” (gli autori).

Il video è composto da cinque episodi, il primo dei quali (realizzato da Guido Chiesa) è una fiction, basato su un fatto realmente accaduto. Gli episodi successivi sono dei documentari.

1996

INTOLERANCE – SGUARDI DEL CINEMA SULL’INTOLLERANZA – lm (curatore ed ep.) –lm/cm

Intolerance è un film collettivo del 1996, nato da un’idea di Massimo Guglielmi sviluppata e portata a compimento da Roberto Giannarelli, Marco Simon Puccioni e Roberto Torelli. Il film è composto di due parti, una in pellicola contenente 23 cortometraggi e una in video con 27 pezzi. In totale 50 cortometraggi realizzati da altrettanti autori e da 1000 tecnici, che hanno lavorato gratuitamente per realizzare un film contro ogni intolleranza e in favore della multiculturalità e della differenza individuale.

Oltre al decano del cinema italiano, Citto Maselli, il film ha visto la partecipazione di molti registi: tra i tanti, Paolo Virzì, Gabriele Muccino, Marco Simon Puccioni, Cinzia Th. Torrini e Giorgio Treves.

Per realizzare il progetto è nata l’associazione Cinema Senza Confini che ha poi collaborato con la Caritas diretta da don Luigi Di Liegro: un anno dopo la realizzazione del film Marco Simon Puccioni, presidente dell’associazione, ha donato circa 89 milioni di lire alla Caritas per la realizzazione di un ostello per l’accoglienza e la formazione degli immigrati.

1992

THE BLUE FICTION (cm)

Un uomo e una donna si incontrano per caso in un parco. Tutti e due piangono perché sono stati lasciati da qualcuno e decidono di passare insieme la notte. La mattina dopo, l’uomo offre un contratto alla donna invitandola a dormire a casa sua tutte le notti. Lei rifiuta i soldi ma accetta questa insolita relazione. l giorni passano e i due vivono una storia d’amore tanto impossibile quanto intrigante, mentre aspettano e parlano dei loro amanti lontani. Il loro rapporto si fa sempre più stretto e intimo fino alla scoperta di una verità insospettata…

“La storia è una riflessione sulle relazioni amorose raccontata ispirandosi al romanticismo esistenziale della Duras, ma osservata con l’ironia sospettosa di Barthes. È un film in cui gli elementi classici del racconto cinematografico (musica, recitazione, ripresa) sono volutamente stranianti. Il film chiede contemporaneamente un atteggiamento di partecipazione e distacco.” (Marco Puccioni)

A LIGHT ON THE PATH (doc)

1990

LETTER #2 – BERLIN (cm)

1989

CONCERTINO (cm)